In questi giorni esponenti del Pd locale stanno raccontando che non potranno più essere realizzate alcune opere previste nel PNRR perché il Governo ha tagliato i fondi per questi progetti.

Niente di più falso. È l’esatto opposto. L’intervento del Governo ha salvato proprio i progetti di cui parlano.

Il Governo non ha tagliato nessun intervento dal PNRR. Infatti il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 6 agosto 2021, che ha assegnato le risorse alle singole misure del PNRR , non è stato modificato in alcun modo. La proposta di revisione, inviata alla Commissione europea prevede la sostituzione della fonte di finanziamento per alcuni interventi, dalle risorse del PNRR ad altre risorse, che tipicamente già finanziavano opere di rigenerazione e riqualificazione urbana, prima dell’approvazione del piano.

Il Governo ha chiarito, in tutte le sedi, che nessun intervento sarà oggetto di definanziamento. Quasi tutte le misure per le quali il governo intende sostituire la fonte di finanziamento rientrano nei cosiddetti progetti in essere, ovvero progetti già finanziati a legislazione vigente prima del 2020, e successivamente inseriti nel PNRR.

Chi grida strumentalmente al definanziamento degli interventi, che prevedevano risorse già stanziate, dica dove era  nel 2021, quando tutti questi  progetti in essere confluirono magicamente nel PNRR, scaricando sui singoli Comuni tutte le criticità e le incertezze dovute alle rigide ed intransigenti regole di rendicontazione del PNRR.

La polemica di questi giorni è sterile e non tiene conto del fatto che la sostituzione della fonte di finanziamento non comporterà ritardi, ma addirittura semplificherà il lavoro dei Comuni, che potranno rendicontare gli interventi con criteri più semplici, pratici e con la certezza della copertura economica per la loro realizzazione.

Lo  spostamento di queste fonti di finanziamento , infatti, consentirà ai Comuni titolari degli interventi di continuare a realizzarli e di metterli a terra, anche se inammissibili all’interno del PNRR e quindi eviterà la revoca. Con questa operazione verità e con la conseguente proposta di revisione del piano, il Governo, proprio a tutela degli enti locali e per salvaguardare anche la realizzazione delle opere, eviterà che si ripeta quanto accaduto con i progetti degli stadi di Firenze e Venezia, risultati inammissibili, e quindi non finanziabili, dalla Commissione europea. A differenza dei governi precedenti, l’attuale Governo non scaricherà sui soggetti attuatori questo rischio. La sostituzione della fonte finanziaria consentirà una più agevole rendicontazione degli interventi programmati ed in corso di realizzazione.
Il Governo quindi per evitare il definanziamento nel 2026 con ingenti effetti negativi sia sui bilanci dei singoli comuni sia su quello dello stato è corso al riparo spostando tali interventi su altre fonti.

In riferimento alla proposta di revisione del PNRR, inviata alla Commissione europea, nel settore della salute, il Governo rafforzerà, con risorse previste dalla legislazione vigente in materia di edilizia sanitaria e non impegnate dalle regioni, pari a circa 10 miliardi, gli interventi programmati nella misura 6 del PNRR, rispetto ai quali le Regioni hanno segnalato un incremento dei costi medi di realizzazione pari a circa il 30%.

Nella proposta di revisione del PNRR, a differenza della situazione precedente, sono invece previsti interventi per dotare le case di comunità e gli ospedali di comunità delle attrezzature necessarie per assicurare servizi migliori alle persone, oltre ad utili misure per la riduzione delle liste d’attesa. Il Governo, quindi, non riduce di un solo euro i fondi PNRR previsti per la salute, ma si impegna a raggiungere tutti gli obiettivi iniziali, utilizzando le risorse aggiuntivi inspiegabilmente bloccate da anni.

Il Governo, nella proposta di revisione del PNRR, oltre a programmare il finanziamento del nuovo capitolo del REPowerEU, per un importo complessivo che supera i 19 miliardi di euro, pari al 10% del PNRR, ha previsto, inoltre, il rafforzamento della misura che riguarda gli asili nido, con lo stanziamento di ulteriori 900 milioni, finalizzato alla pubblicazione di un nuovo bando per l’incremento dei posti e per il raggiungimento degli obiettivi.