Lo avevamo promesso ai cittadini italiani, avevamo raccolto le firme per sostenere la presentazione di una apposita legge in Parlamento e oggi abbiamo mantenuto l’impegno con i tanti italiani che hanno dato fiducia a Fratelli d’Italia e a tutto il centrodestra, permettendo a Giorgia Meloni di guidare la nostra Nazione con le elezioni dello scorso settembre.
Una vittoria di civiltà, umanità e buon senso, per rendere perseguibile il reato di maternità surrogata, già esistente in Italia, anche quando commesso all’estero da cittadini italiani, al fine di scoraggiare una pratica che non ha nulla di etico né alcun carattere di altruismo, ma si fonda sul bisogno individuale, egoistico di possedere e scegliere un bambino come se fosse un oggetto disposto sui banchi di un supermercato.
Non è possibile, come spesso fa la sinistra, addurre motivazioni come l’esistenza, da alcuni anni, in Italia delle cosiddette famiglie arcobaleno, all’interno delle quali sono già presenti casi di maternità surrogata. Il semplice fatto che esistano deve rappresentare una eccezione alla regola che verrà opportunamente trattata ma che non può, per il solo fatto di esistere, assurgere a regola generale.
Chi ha voluto scegliere di “acquistare”, spesso da madri in gravi difficoltà economiche sfruttando al loro condizione di bisogno, un figlio dovrà assumersi le proprie responsabilità e rispettare le regole esistenti che tutta la nostra società si è data.
Il concetto, anch’esso tanto caro alla sinistra, che le minoranze, per il solo fatto di esistere, debbano prevaricare le maggioranze e imporre regole generali per tutelarle non ci appartiene.
Noi pensiamo che le minoranze, quali esse siano, debbano essere tutelate e rispettate ma nell’ambito della eccezione alla regola e non viceversa. Saremmo altresì di fronte alla dittatura della minoranza.
I diritti, quando acquisiti, rendono poi difficile non essere accompagnati da sostegni economici che invece, per quanto limitati, noi crediamo debbano essere investiti per supportare la natalità nel nostro Paese e non dispersi in mille rivoli tanto da renderle inefficaci.
Gli italiani ci hanno conferito un mandato chiaro, cambiare l’Italia non solo dal punto di vista amministrativo ed economico ma anche invertire la rotta sui temi etici e culturali.